Gli individui con AUTISMO hanno un rischio significativo di sviluppare COMPORTAMENTI PROBLEMA nel corso della loro vita e persiste spesso una variabilità nel modo in cui questi comportamenti sono definiti. Questi comportamenti sono definiti come:
- socialmente/culturalmente non accettabili;
- pericolosi per l’incolumità fisica sia della persona sia per gli altri;
- che possono influenzare e limitare l’apprendimento;
- che possono compromettere la partecipazione nella comunità.
La presenza di questi comportamenti si può osservare in tutte le fasi evolutive e non solo nella prima infanzia.
Il comportamento problema ha sempre un fine.
Il comportamento problema è un modo attraverso il quale l’individuo vuole comunicare qualcosa con una modalità di adattamento disfunzionale.
Tra i comportamenti problema possiamo individuare:
- la stereotipia;
- l’aggressività verso sé e gli altri;
- l’autolesionismo;
- la fuga;
- i comportamenti non conformi.
Ad ora non è stata trovata una spiegazione scientifica conclusiva per i comportamenti autolesivi e più in generale per i comportamenti problema, ma sono state sviluppate diversi ipotesi:
- Causa di origine sensoriale;
- Difficoltà comunicativa nell’esprimere disagio e dolore;
- Disabilità intellettiva;
- Comorbidità psichiatriche;
- Disturbi del sonno

Il terapista occupazionale può, grazie al lavoro in equipe, supportare il cambiamento nel comportamento capendo innanzitutto quelle che sono le cause e le funzioni sottostanti al comportamento problema.
Non esiste infatti “il trattamento” per il comportamento problema, ma per ciascun soggetto va individuato quale significato abbia nel contesto circostante.
Il terapista occupazionale può implementare diversi interventi per ridurre il comportamento problema nei vari ambienti di vita, permettendo al bambino e alla famiglia di partecipare in modo attivo alla vita comunitaria e favorendo una miglior qualità di vita, sulla base delle caratteristiche, delle priorità e dagli obiettivi di trattamento.
È essenziale lavorare con l’ambiente sociale del soggetto (famigliari ed insegnanti), direttamente con il bambino e sull’ambiente fisico per ridurre i comportamenti problema.
Rispetto all’ambiente sociale, il terapista occupazionale lavora a stretto contatto con la costellazione cliente, ossia tutti quegli individui che ruotano intorno al bambino e che vivono le conseguenze dei comportamenti problema dei soggetti con Autismo, come genitori e insegnanti.
Con la costellazione cliente il terapista occupazionale può implementare:
- l’intervento mediato dai genitori;
- l’intervento basato sulle storie sociali;
- l’intervento basato sull’attenzione congiunta;
- l’intervento basato sull’analisi del comportamento.
Sostenere il bambino nei vari ambienti di vita, riducendo quelli che sono i comportamenti che ostacolano la relazione e l’apprendimento, gli permetterà di partecipare in modo attivo all’interno della comunità.
Con il bambino il terapista occupazionale può utilizzare:
- l’intervento basato sull’apprendimento autoregolato;
- il modeling;
- l’integrazione sensoriale
L’angolo sensoriale per l’autoregolazione
Il terapista occupazionale può inoltre apportare modifiche all’ambiente circostante, per modulare la risposta sensoriale del soggetto con Autismo.
Può risultare molto utile l’individuazione di un posto specifico in casa dove creare un angolo sensoriale in cui il bambino autistico possa ritrovare il grado ottimale di calma arginando così la risposta maladattiva (ad es. palle terapeutiche, cuscini d’aria, bolle di sapone, palline antistress, fidget toys, collane masticabili, …).
Questi materiali e strumenti utili all’autoregolazione identificati mediante un’osservazione mirata di integrazione sensoriale (metodo Ayres).
Per migliorare gli obiettivi sociali e comportamentali il terapista occupazionale può inoltre consigliare terapie complementari, tra cui l’intervento assistito con equini, la pratica yoga e il nuoto.
Se vuoi maggiori informazioni su come può aiutarti un terapista occupazionale, ti consigliamo di leggere questo articolo!
https://autonomialab.it/il-terapista-occupazionale-in-eta-evolutiva-e-giovane-adulta/
Se tuo figlio dovesse presentare queste difficoltà, ma non rientra nello spettro dell’autismo , ti consigliamo di leggere questo nostro approfondimento sul nostro blog: https://autonomialab.it/difficolta-comportamentali-comprendere-affrontare-il-problema/.
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