A scuola le difficoltà possono non essere legate solo ai voti, altri fattori potrebbero risultare frustranti per alcuni alunni tanto da diventare fonte di disagio oltre che di evitamento.
Queste sono attività che solitamente necessitano di buona coordinazione tra le due mani, una buona manualità fine e la pianificazione del compito.
Bambini che faticano ad essere ben coordinati o risultano particolarmente goffi, posso trovare difficoltà davanti alla richiesta di svolgere attività di vita quotidiana o attività scolastiche.
DIFFICOLTÀ A SCUOLA: QUALI SEGNALI POSSO OSSERVARE NEL MIO BAMBINO?
- Non vuole colorare o disegnare
- Fatica in attività di vita quotidiana: vestirsi, allacciare, abbottonare, aprire confezione, …
- Tiene male la matita/penna
- Fatica ad utilizzare strumenti (forbice, righello, squadra, compasso)
- Fatica a rimanere seduto al tavolo
- Non è interessato ad attività tranquille in cui necessiti stare seduto
- Sono presenti dolori alla mano o braccio
- Calca sul foglio o scrive in modo leggero
- Fatica ad allineare le cifre e a fare i calcoli
- Risulta poco ordinato, non rispetta i margini e gli spazi
- È lento nei dettati e nel concludere i compiti per casa
- La scrittura è poco leggibile, è tremolante
- Confonde le lettere, le ritocca
- Difficoltà a copiare dalla lavagna
- Difficoltà a definire la dominanza
I bambini possono faticare ad allacciare il grembiule piuttosto che riconoscere la scarpa destra da quella sinistra e allacciare i lacci per la lezione di motoria. Questa fatica non è correlata al poco impegno da parte del genitore, ma alla scarsa capacità del bambino a coordinare le due mani per potere portare a termine l’attività.
Ragazzi con queste caratteristiche posso incontrare delle difficoltà nell’utilizzo della forbice. Risulta problematico coordinare la mano non dominante nel girare il foglio mentre l’altra taglia, rimanere sopra alla linea, adattare velocità e profondità del taglio.
Potrebbero avere problemi durante la ricreazione: nell’aprire le merendine/cracker, la cannuccia del succo di frutta, aprire il tappo della bottiglia dell’acqua. Oppure durante le attività del pranzo in mensa: tagliare, sbucciare, usare le posate, versare l’acqua da una brocca pesante.
Per aiutare il proprio figlio è utile individuare delle strategie personalizzate insieme al bambino affinché il gesto venga interiorizzato e poi automatizzato.
DIFFICOLTÀ A SCUOLA: LE ABILITÀ DI SCRITTURA
La scrittura rappresenta una delle attività maggiormente critiche, insieme alla lettura e al calcolo.
A scuola è necessario scrivere in modo veloce, accurato e rispettando le linee del quaderno.
Lo scrivere però non risulta essere un’attività semplice e scontata e, per molti, rischia di diventare motivo di frustrazione oltre che provocare stanchezza fisica e mentale tanto da allontanare il bambino dalle attività grafo-motorie (scrivere, disegnare, colorare) riducendo le possibilità di allenarsi e migliorarsi.
Le difficoltà di disgrafia si distinguono da quelle di disortografia in quando coinvolgono unicamente le competenze grafo-motorie e non quelle fonologiche, ortografiche o linguistiche. La ricerca indica come la maggior parte delle difficoltà legate alla scrittura non siano disgrafie pure, ma miste. Si è osservato che infatti i bambini che presentano difficoltà sia disgrafiche che disortografiche siano comprese tra il 24 e il 29%.
Un bambino disgrafico perciò non sarà per forza disortografico o dislessico.
L’abilità di scrivere, non si basa solamente sulla qualità dell’insegnamento, ma anche su fattori cognitivi e fisici ben specifici:
- Abilità fonologiche
- Controllo posturale
- Destrezza manuale e digitale
- Abilità visuo-motorie e visuo-spaziali
- Funzioni esecutive: memoria, attenzione, pianificazione
Andremo ora ad analizzarle per definire caratteristiche che possono favorire o meno l’abilità di scrittura.
- Abilità fonologiche
Scrivere richiede la capacità di tradurre i suoni (fonemi) nelle lettere corrispondenti (grafemi). Questo implica la gestione di un sistema di operazioni incentrate sulla struttura fonologica del linguaggio orale a cui si vanno ad aggiungere man mano le regole ortografiche e sintattiche tipiche della lingua.
Una volta compresa la corrispondenza verrà richiesto al bambino di riconoscere lo stesso suono a grafemi differenti: stampato maiuscolo, script e corsivo maiuscolo e minuscolo. Per fare ciò è necessario avere delle buone abilità visuo-percettive.
- Abilità visuo-spaziali e visuo-motorie
Per poter scrivere sono necessari atti motori rapidi e precisi, caratterizzati da frequenti cambi di direzione e dall’organizzazione spaziale. Queste abilità sono ancora più necessarie nel corsivo in cui sono richiesti movimenti curvi non solo per produrre il singolo grafema, ma anche per collegarli nella creazione della parola.
- Postura
È importante che la testa sia mantenuta ad una distanza di almeno 30 cm dal foglio. Il leggero inclinarsi in avanti verso il quaderno facilita il rilassamento della muscolatura del braccio, del polso e della mano rendendo lo scrivere meno faticoso e più fluido.
Inoltre, è importante che la mano che non sta scrivendo stabilizzi il foglio: sono da ritenere scorrette le posizioni in cui la mano sorregge la testa o è appoggiata sulle gambe.
È importante verificare che la postura venga mantenuta nel tempo anche all’aumento delle richieste. Se il bambino o ragazzo solleva le spalle, sposta il tronco lateralmente o dondola spesso le gambe, potremmo essere davanti a uno scarso tono muscolare o scarsa coordinazione motoria.
- Destrezza manuale
La presa della matita/penna più funzionale è la tridigitale dinamica in cui pollice, indice e medio si combinano insieme, mentre anulare e mignolo permettono maggiore stabilità.
È stato dimostrato come questa presa permetta alle articolazioni un grado di libertà maggiore, fornendo allo stesso tempo maggiore quantità di input sensoriali al sistema nervoso per l’esecuzione motoria.
È importante sottolineare come la prensione non influenzi necessariamente la leggibilità. Davanti ad una presa non convenzionale è utile monitorare affaticabilità o cambi frequenti di presa con l’aumento delle richieste, se questi non si verificano significa che la presa risulta funzionale per quel soggetto e perciò non necessita di essere cambiata.
Si vuole sottolineare l’importanza di far utilizzare gli strumenti corretti ai bambini. Molto spesso si tende a dare ai bambini molto piccoli i pennarelli grossi perché permettono di colorare grandi spazi in poco tempo. Questi risultano essere però troppo grandi e pesanti per loro, costringendoli ad utilizzare molte dita. Se non si corregge la presa nel passaggio a strumenti più sottili, il bambino continuerà ad utilizzare una presa poco funzionale alla scrittura.
Si vuole concludere sottolineando che sebbene sia auspicabile una scrittura personale e rapida, la leggibilità deve rimanere una priorità. È opportuno quindi continuare a prestare attenzione a questi aspetti anche dopo l’automatizzazione.
Foto di Evgeni Tcherkasski su Unsplash
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