Come abbiamo visto nell’articolo “DIFFICOLTÀ A SCUOLA: QUANDO I VOTI NON SONO L’UNICO PROBLEMA“, non sempre disgrafia è solo sinonimo di cattiva scrittura.
Per migliorare nella qualità, velocità e ridurre l’affaticabilità può essere necessario attuare degli accorgimenti personalizzati e precisi in base alla problematica del bambino:
- Se la difficoltà è di tipo visuo-motorio: faticano a orientare e collocare le lettere nello spazio (scrivono storto) non rispettando le linee o i margini, non distanziano le parole (scrivono appiccicato), i grafemi appaiono troppo grandi o troppo piccoli o sono di misura diversa tra loro), verrà proposto un intervento mirato a potenziare la manualità fine e la percezione visiva utilizzando delle strategie per automatizzare.

- Se la difficoltà è di tipo posturale verranno proposte attività di tipo propriocettivo

- Se il ragazzo riferisce dolore mentre scrive verrà analizzata l’impugnatura ed eventualmente corretta o migliorata, verranno proposti esercizi di rilassamento, agilità e velocità per incrementare la consapevolezza propriocettiva dei muscoli della mano implicati nello sforzo.
Si utilizzeranno attività, anche di tipo ludico, che sviluppino la manualità fine.
Importanza verrà data anche all’individuazione del tipo di strumento grafico (penna e matita hanno caratteristiche diverse: la presa, la dimensione, il tratto, la forma, lo spessore, il peso, la scorrevolezza) mediante prove specifiche.

- In casi di disgrafia grave, in cui la fatica è eccessiva e rischia di compromettere i risultati scolastici può essere necessario ricorrere all’uso del computer, almeno per testi lunghi o impegnativi. È necessario che risulti un vantaggio per lo studente sia in termini di fatica che di tempo; la digitazione deve essere quindi veloce e rapida. Affinché il ragazzo non utilizzi un solo dito della mano è necessario istruirlo ad un utilizzo rapido ed efficiente della tastiera utilizzando più dita possibili. Per fare ciò si suggerisce di utilizzare dei software specifici o dei giochi.

- Cosa fare se mio figlio non è disgrafico, ma scrive male? In questo caso siamo di fronte al caso del “cattivo scrittore”, causato molto spesso da un apprendimento errato o frettoloso o da una presa poco funzionale. È utile iniziare un training quando il bambino si affatica e si lamenta di provare dolore alla mano, o se lui e gli altri faticano a leggere.
Per poter correggere errori ormai consolidati si suggerisce un intervento di recupero che miri a correggere le strategie non funzionali attraverso un ri-apprendimento del movimento attraverso attività sensoriali e propriocettive oltre che utilizzando giochi e attività ludiche.
- Se il bambino incontra o ha incontrato difficoltà anche in attività differenti (allacciare le scarpe, andare in bicicletta, temperare la matita, non è mai riuscito ad imparare a scrivere in corsivo, …) allora potremmo essere davanti a una disprassia inficia tutte le occupazioni complesse della vita del bambino.
LA PRESA IN CARICO MULTIDISCIPLINARE PER UN RISULTATO MAGGIORE E IN MINOR TEMPO
Il LAB consiglia, in questi casi, una presa in carico multidisciplinare da parte di uno psicologo clinico specializzato in età evolutiva e in disturbi specifici dell’apprendimento e di un terapista occupazionale pediatrico.
L’obiettivo di ogni intervento è quello di fornire esperienza, divertimento e strumenti affinché il bambino riesca a dare il suo massimo ed essere autonomo nel più breve tempo possibile.

