La Terapia Occupazionale, conosciuta anche come Ergoterapia, è una professione sanitaria riabilitativa inquadrata dal DECRETO 17 gennaio 1997 n. 136, che promuove l’autonomia in tutte le età della vita (bambino, adulto, anziano), alla presenza di disfunzioni fisiche e mentali, sia temporanee che permanenti, basandosi sulle migliori evidenze scientifiche presenti (Evidence Based Practice).
Il Terapista Occupazionale attua interventi (individuali o in piccoli gruppi) di prevenzione, cura e riabilitazione per persone che presentano difficoltà che compromettono l’autonomia nelle attività di vita quotidiana, di inserimento scolastico o lavorativo e del tempo libero.
Nel proprio ambito di competenza si rivolge a persone con disturbi quali:
- Patologie neuromotorie (PCI)
- Disturbi della coordinazione motoria (disprassia, disgrafia, …)
- Disturbi dell’apprendimento (DSA)
- Disabilità cognitiva
- Malattie genetiche rare
- Disturbi pervasivi dello sviluppo (spettro autistico, Asperger, …)
- Deficit sensoriali
- Deficit di attenzione e iperattività (ADHD)
- Disturbi di natura congenita e acquisita (ictus, trauma cranico)
- Epilessia
Come mai è presente la parola “occupazionale”?
Se ti stai domandando se il Terapista Occupazionale trova lavoro, la risposta è NO.
Per occupazioni si intendono tutte quelle attività che ci fanno occupare il nostro tempo all’interno di una qualsiasi giornata. Queste possono essere suddivise in tre macro famiglie:
CURA DI SÈ
Ovvero tutte quelle attività che svolgo quotidianamente per prendermi cura di me stesso e per sentirmi bene.
Alcune attività sono:
- mangiare,
- lavarsi,
- usare il bagno,
- vestirsi,
- pettinarsi,
- allacciare le scarpe,
- truccarsi,
- abbottonare la camicia,
- cucinare

PRODUTTIVITÀ
Ovvero tutto ciò che è necessario saper fare a scuola (per bambini o ragazzi) o nel proprio ambito lavorativo.
Ad esempio:
- stare seduti,
- saper ascoltare,
- gestire i rumori e le sensazioni,
- riuscire ad impugnare gli oggetti,
- coordinazione bimanuale,
- coordinazione occhio-mano

IL TEMPO LIBERO
Ovvero tutte quelle attività che nessuno mi richiede di fare, ma che svolgo per me stesso, per dare un senso alle mie giornate.
Come:
- andare in bicicletta,
- usare il monopattino,
- suonare uno strumento,
- giocare con un determinato gioco,
- fare una passeggiata

Sulla base di una valutazione dello specialista, i Terapisti Occupazionali collaborano con la persona interessata, la sua famiglia, la propria comunità e gli altri componenti del team riabilitativo per migliorare la capacità di svolgere le occupazioni che desidera, deve o è tenuta a fare.
Queste attività vengono utilizzate sia come mezzo sia come scopo per il raggiungimento degli obiettivi che sono totalmente diversificati, guidati dal cliente e misurati in termini di partecipazione o di soddisfazione.
Questo perché la Terapia Occupazionale è una professione client-centred ovvero fa sì che i clienti vengano attivamente coinvolti nel processo terapeutico tanto da essere considerati i veri esperti. Per la Terapia Occupazionale è fondamentale esaltare gli aspetti motivazionali e le potenzialità di adattamento del singolo individuo
L’intervento di Terapia Occupazionale per abilitare o riabilitare un’attività inizia sempre con una valutazione della performance occupazionale utilizzando:
- osservazione diretta,
- test standardizzati e non,
- colloquio
L’intervento non è sempre standard, viene calibrato sulle necessità e sui punti di forza del cliente; può avvalersi di:
- Identificazione di strategie
- Modifiche all’attività
- Modifiche ambientali
- Consulenza per l’individuazione di ausili o la creazione di ortesi personalizzati (collaborando con fisiatri, tecnici ortopedici e fisioterapisti)
- Consulenza alla famiglia, alla scuola o al posto di lavoro

DOVE PUÒ LAVORARE UN TERAPISTA OCCUPAZIONALE?
Il Terapista Occupazionale può lavorare, in base alle necessità e agli obiettivi posti, in:
- Ambulatori e studi privati
- Day-Hospital
- Centri diurni
- RSA
- Ospedale
- scuola/posto di lavoro
- domicilio della persona
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